Parrocchia di Borgo Valsugana
 
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38051 Borgo Valsugana (TN)
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Carissimo animatore,

          fare un GrEst o un campeggio è un'esperienza che fa crescere e arricchisce, divertente  (speriamo) ma non è solo un gioco!

           Ti sarai accorto, o ti accorgerai, che sei chiamato ad esserci, a mettere te stesso e la tua azione formativa a servizio dei ragazzi, ad educare ed a trasmettere valori umani e cristiani!!

         Se ci stanno a cuore i ragazzi che ci vengono affidati, allora, è  importante lasciarci interrogare e trasformare da questi fogli... non aver paura!

         Vogliono soltanto essere un punto di partenza, uno stimolo di riflessione;

                                                speriamo, un percorso personale positivo e significativo

Scegliere d'essere animatore è una  decisione di valore, vuol dire prima di tutto confrontarsi con se stessi e con alcuni concetti indispensabili che caratterizzano il modo con cui si vive quest'esperienza; vuol dire imparare e lasciarsi cambiare per saper svolgere in maniera adeguata il proprio servizio (informazioni tratte da sussidi, incontri e da esperienze personali).

Chi è l’animatore?

 

L'animatore è colui che mette a disposizione le proprie capacità per organizzare attività per  bambini o ragazzi, "animando e condividendo” il tempo libero di chi partecipa ad iniziative promosse da oratorio e parrocchia, promuovendo una cultura dello stare assieme secondo i valori cristiani.

L'animatore, ponendosi come finalità principale l'attenzione ai bambini ed ai ragazzi,  svolge uno splendido servizio EDUCATIVO. 

E come tutti gli educatori deve avere in testa  alcune semplici regole che gli permettono di essere riconosciuto come affidabile e  coerente con i valori che contraddistinguono il contesto nel quale è inserito.

Questione di stile!

Un buon animatore/educatore non può non essere che un buon talent scout: un attento osservatore

e ascoltatore, in grado di far emergere le abilità (relazionali, cognitive, affettive,…) dei propri ragazzi, per guidarli nelle scelte personali. Un buon educatore si mette al fianco dei suoi ragazzi per valorizzarli e proporre loro costruttive "sfide" che li condurranno ad una sicura crescita. E’ una figura che sa fare domande importanti, nei tempi giusti, e non dare risposte pronte.

​Perché fare l’animatore?

Fare l’animatore non è un obbligo, ma una scelta. Si può decidere di fare l’animatore/educatore per tanti motivi: lo fa il mio amico, c’è il mio ragazzo, mi piace stare con i bambini, comincio a sentirmi utile nell’oratorio e ho voglia di essere protagonista, mi realizza...

Spesso è vero che, le cose più belle e più grandi della vita, incominciano per gioco, quasi per caso, senza pensarci su tanto...

Il servizio educativo però, richiede un forte fondamento motivazionale, che deve essere scoperto e conosciuto: «Perché ho deciso di...? Quali motivi ho per...?».

Alla base di tutto deve starci l’intuizione di una scoperta e un’esperienza da comunicare agli altri: c’è qualcosa di più grande nella mia vita, che le dona senso, freschezza e verità. Ho scoperto un germoglio di vita e non lo mollo, voglio anzi, comunicarlo ad altri. E’ il baricentro: Dio, con il suo volto così umano, Gesù Cristo.

Come si prepara l’animatore?

Essere animatore vuol dire partecipare con serietà agli incontri formativi; vuol dire confrontarsi con i/il responsabile/i e gli altri animatori in maniera costruttiva, nella consapevolezza che lo scambio di opinioni ed esperienze sono anch’essi necessari per migliorarsi.

Diventa importante, quindi, assicurare la presenza a questi incontri e portare fino in fondo l’impegno preso.

Sono essenziali anche la PUNTUALITA,’ sia per i compiti da svolgere che negli orari di incontro, e la RESPONSABILITA’, in quanto le famiglie devono aver fiducia in chi segue i propri figli.

L’animatore non è perfetto, ma una persona in CAMMINO; deve prendere coscienza che oltre ad animare ed educare un gruppo di ragazzi educa in primo luogo se stesso. In questo cammino non si è soli; grazie al sostegno e all'aiuto del don, del responsabile, dell’animatore più grande si vive un'esperienza propria di gruppo e momenti di formazione personale costante.

 

L'animatore non è solo, l'animatore fa parte di un gruppo: l'equipe degli animatori.

In un'équipe è importantissima la suddivisione dei compiti, per dividersi il lavoro e far sì che non ci sia chi fa tutto e chi nulla  o per evitare il problema del “faccio tutto io”.

C’è il responsabile dell’attività (Grest o campeggio): il suo compito è quello di coordinare tutti gli animatori, mantenere l'entusiasmo, evidenziare alcune criticità quando serve, semplificare il lavoro...; il responsabile tiene le fila della giornata dando i tempi e mantenendo la linea educativa necessaria.

Il sacerdote/cappellano/suora  sono riferimenti significativi nei grest e campeggi, responsabili (in base anche alla loro esperienza) che coordinano non necessariamente la parte più tecnica, ma lo stile educativo e la contenutistica.

Gli animatori: voi cari!!! Voi che state leggendo questo! Voi che siete in prima linea e che ci mettete tanto entusiasmo, energia, voglia di fare, di divertire… magari divisi in alcuni gruppetti secondo le attività dell’estate (Grest o campeggi) ma sempre un grande gruppo animatori!

È importante che i ragazzi vedano e sentano che siamo tutti uniti, ma con ruoli e compiti diversi perché sappiano che ci sono punti di riferimento ben definiti ai quali rivolgersi per qualsiasi esigenza (e così anche le famiglie!).

Tutti gli animatori, insieme anche ai responsabili e al don, formano un'équipe.

 

A tutti viene chiesto di collaborare! La  COLLABORAZIONE è l'unica strategia che permette ad un gruppo di funzionare e di crescere di volta in volta.

E’ importante formare un GRUPPO compatto e unito, nelle decisioni, nelle sconfitte e nei rapporti (che sono anch'essi IMPORTANTI) con i genitori.

 

Alcuni atteggiamenti sono indispensabili per garantire un clima di correttezza e rispetto all'interno  del gruppo:

- cercare una “uniformità di giudizio” : tutti gli animatori devono avere ben in mente le regole condivise come équipe ed agire tutti secondo le decisioni prese, non creando situazioni tali da generale incomprensioni o personalismi sia con i ragazzi che con gli adulti. Non è educativo che alcuni  animatori si dimostrino più permissivi di altri o più severi, perché questo porta  ad incentivare il non rispetto delle regole nei bambini ed la percezione che ci siano "animatori buoni e animatori meno";

- evitare discussioni, più o meno accese, o comunque contrasti e commenti di qualsiasi genere tra animatori, né tanto meno sminuire o criticare una decisione presa da un altro animatore o dal responsabile, davanti ai ragazzi;

- avere un atteggiamento non giudicante durante gli incontri  di programmazione e di confronto; è indispensabile saper ascoltare e aver la capacità  di esprimere le proprie opinioni (senza paura!) ricordando che le decisioni vengo prese insieme e non sulla base di una competizione per vedere chi è l'animatore più bravo. In un gruppo di animatori vince la collaborazione!

Come in tutti i gruppi, a volte, possono crearsi situazioni di conflittualità. È importante allora fermarsi un attimo e confrontarsi su questo, nella consapevolezza che quando i  contrasti saltano fuori  è per essere risolti.

 

L'animatore non è onnipotente,

                                          l'animatore sa darsi dei limiti e sa essere responsabile!