Parrocchia di Borgo Valsugana
 
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BIM BUM BANS!

 

Cos’è un bans

Sull’origine del nome (e su come lo si scrive!) ci sono diverse correnti di pensiero, “chiasso organizzato” qualcuno lo chiamerebbe; certamente esercizio di creatività: e sta lì la sua forza dirompente.

Sì, perché un bans è amplificazione, quasi esagerazione di rumori onomatopeici e di movimenti quotidiani: parole e gesti che imitano e amplificano la realtà, o addirittura la storpiano, la inventano.

 

Un bans per ogni occasione

Il bans è uno stacco dalla normalità, qualcosa che suscita ilarità e allegria.

C’è un bans per ogni occasione: lo si può inserire in una storia o nel racconto di un’esperienza, all’inizio di un’attività per  “sciogliere il ghiaccio” o per concluderla simpaticamente, nel passaggio da un’attività all’altra oppure per “cambiare atmosfera” quando sale la tensione, l’imbarazzo, l’emozione. Può ancora essere utile per richiamare l’attenzione.   Insomma…può servire!

Esempi di bans:

- bans “da urlo”: bans urlati che hanno la funzione di dare sfogo all’entusiasmo dei ragazzi, di riottenere la loro attenzione, di creare spirito di gruppo, di dare la carica giusta;

- bans cantati: canti e racconti mimati;

- bans danzati: si caratterizzano per una sequenza di gesti e una disposizione più curata (a cerchio, a file, a coppie…) delle persone. Va insegnato subito il motivo della canzone facendo in modo che i ragazzi possano sentire bene le parole e il ritmo; i gesti vanno spiegati e mostrati con precisione;

- bans preghiera: sono delle modalità originali per pregare (non per urlare!) alcune occasioni di incontro e di festa, soprattutto prima dei pasti.

 

Come proporre un bans

Chi propone un bans lo deve conoscere in modo tale che il bans sia un tute'uno con lui. Solo allora chi vi guarda, invece di rimanere perplesso, vedendo la vostra passione e immedesimazione, allenterà le proprie preoccupazioni recuperando la voglia di lasciarsi coinvolgere e si metterà a imitarvi divertendosi un mondo. Dovete farlo con tutto l’entusiasmo possibile: un po’ come quando si racconta una barzelletta.

 

Occhio alla situazione!

L’animatore ha un fiuto particolare per cogliere la situazione e capire quale bans sia il più adatto e volgerlo a favore dell’animazione. È importante scegliere non solo l’argomento, il “che cosa raccontare”, ma anche il “perché raccontare”: di che cosa c’è bisogno in questo momento? Di calmare, svegliare, sdrammatizzare, scaldare, rilassare, divertire (quello sempre!)?

E poi: chi ho davanti? Bambini, ragazzi, giovani o adulti? Occorre ambientare bene il bans, creando un clima d’attesa, raccontando con immedesimazione e, nello stesso tempo, giocando di fantasia. Quando si arriva a presentare il bans vero e proprio, la spiegazione deve essere breve e semplice: rapidità e facilità son le chiavi del successo!

 

GIOCANDO  SI CRESCE.

 

Il gioco è uno dei più importanti strumenti educativi. Il bambino attraverso il gioco conosce la realtà che ha intorno, si mette alla prova, si sfida continuamente per valutare le sue capacità e migliorarsi, allena le sue emozioni per ottenere degli obiettivi. Trascurare il gioco e il suo potenziale educativo è non tener conto di un linguaggio privilegiato che bambini e ragazzi usano per conoscere e conoscersi, per prepararsi alla vita con serietà ed impegno. Sarà allora importante scoprire il valore educativo del gioco e acquisire uno stile di conduzione e degli strumenti ludici utili per il proprio servizio pastorale.

 

Il gioco è importante per i ragazzi

Il gioco è un’attività fondamentale, indispensabile per la crescita e lo sviluppo dei bambini e ragazzi.

Nel gioco sì prende coscienza del proprio corpo, dei propri limiti e delle proprie possibilità, anche le più nascoste.

In un clima di trasparenza il bambino “tira fuori” la sua vera personalità, ciò che veramente è (“nel gioco si conoscono i ragazzi”, diceva Don Bosco), libera tutte le sue passioni.

Attraverso il gioco sì costruisce rapporti con coetanei, sì impara a stare con gli altri, sì assume liberamente un ruolo di rispetto nei confronti del gruppo di cui fa parte.

 

Il gioco è educazione

I ragazzi di oggi spesso non sanno più giocare in compagnia, le nuove tecnologie li portano a giocare da soli contro un computer ma non ad interagire con coetanei e per questo spesso fanno fatica a partecipare a ciò che gli proponiamo. Ma noi sappiamo raccogliere le sfide!

Per cui è di fondamentale importanza programmare bene ogni gioco, studiarlo a fondo senza improvvisare, soprattutto perché:

 

 Per il bambino il gioco è vita: come vive il gioco così si atteggia di fronte alla vita, occorre allora insegnargli a giocare bene!

‘ Attraverso il gioco il ragazzo fa suoi i grandi ideali della vita: la lealtà, la generosità, l’onestà, ecc.

ﲡ Attraverso il gioco il ragazzo accresce lo spirito di sacrificio, lo spirito di squadra, il gusto dell’impegno, la capacità di iniziativa, l’assunzione del rischio.

 Il gioco favorisce lo sviluppo della fantasia, della creatività, dell’espressone, della comunicazione del ragazzo.

﯏ Il gioco non è un “riempitivo” della giornata. Va quindi ben preparato ed organizzato. Davanti alla serietà dell’organizzazione il ragazzo prenderà con impegno e partecipazione l’attività.

﯏ Il poter giocare allena ad affrontare con maggior forza le difficoltà della vita ed a superarle.

Il gioco è l’animatore

· Il gioco dei ragazzi richiede sempre la presenza di un educatore attento, sensibile, intraprendente, dinamico, entusiasta, amico su misura, che si prenda cura della crescita dei ragazzi, non solo del loro svago.

· Il gioco è un mezzo indispensabile, il primo, per instaurare un rapporto di amicizia veloce e spontaneo, premessa per passare ad altre tappe di formazione.

· Condividere con i ragazzi il gioco aiuta ad essere considerati al loro pari, è amare ciò che loro amano, è abbassarsi al loro livello per farli sentire importanti.

· Il gioco è un’opportunità efficace per avvicinarli e per costruire con loro un legame.

· È importante  scoprire giochi adatti all’età dei ragazzi.

 

Ti proponiamo ora alcuni consigli e suggerimenti che ti possono essere utili per diventare un “mago dei giochi”:

· Non arrivare mai all’ultimo tempo e improvvisare il gioco: sarebbe un fiasco assicurato.

· Non lasciare sempre scegliere il gioco ai ragazzi: sceglierebbero sempre le stesse cose o altri pochi giochi.

· Pensa ai ragazzi a cui è diretto il gioco: età, temperamento, gruppo misto, numero, nervosismo, stanchezza…

· Pensa al luogo in cui si svolge il gioco: cortile, prato, bosco, spiaggia, …

· Pensa alla finalità del gioco: collaborare, sviluppare le capacità del singolo, partecipazione di tutti, interessi…

· È importante provare il gioco prima di proporlo ai ragazzi, ed essere ben sicuri delle regole da comunicare ai partecipanti.

· Avere tutto il materiale ben disposto prima… non creare intervalli che distoglierebbero attenzione e clima, magari facendo costruire il materiale stesso ai ragazzi.

· Variare molto i giochi, avendo cura di non presentare giochi simili.

· E i giochi ad eliminazione? Quali soluzioni per coinvolgere gli eliminati?

· Accentuare lo spettacolo: inserire il gioco in una storia, creando un’ambientazione fantastica, preparare con cura le scenografie, trucchi, maschere, colonne sonore… animare il gioco.

· Ricordarsi che nel gioco si è educatori.

· Fare attenzione anche alle più piccole cose, perché tutto è importante.

 

Come spiegare un gioco

· Far sedere i ragazzi possibilmente vicino al luogo in cui si giocherà. In ogni caso, fare in modo che abbiano il sole alle spalle.

· Lanciare il titolo

· Iniziare la spiegazione seguendo questi passaggi:

- Evidenziare subito lo scopo del gioco

- Far vedere il campo di gioco e la disposizione delle squadre, dal vivo o utilizzando un cartellone

- Dire le regole partendo dalle più importanti

- Utilizzare il minor tempo possibile, per evitare di stancare o innervosire i ragazzi.

- Presentare in modo entusiasmante e con fantasia.

- Utilizzare solo parole semplici e facilmente comprensibili

- Badare di avere attenzione da parte di tutti, rivolgendosi a coloro che  tendono a distrarsi.

- Non lasciare la possibilità delle domande se non dopo aver concluso la spiegazione.

- Indicare chiaramente il tempo di gioco (soprattutto se si tratta di un gioco a tempo).

- Fare sempre una prova al termine della quale si possono aggiungere delle regole accessorie per correggere eventuali errori.

 

Come gestire un gioco

· Date il “via” sapendo che da questo punto in poi non potete aggiungere altre regole.

· Abbiate ben chiaro lo svolgimento del gioco in modo da risolvere le contestazioni con rapidità, sulla base di criteri sempre uguali per tutti.

· Pretendere il rispetto delle regole come spiegate, non accettate ritardi, volgarità, grossolanità, slealtà.

· Possono esserci più arbitri, ma in caso di contestazioni, uno solo sarà l’ultimo arbitro responsabile.

· Abituate i ragazzi a non discutere durante il gioco

· Massima attenzione al gioco, non farsi distrarre da altri animatori o da piccoli fatti.

· Estrema imparzialità: i ragazzi lo notano subito.

· Niente battibecchi in campo tra gli animatori (si discute con calma, dopo tra di voi).

· Gli animatori non impegnati nell’arbitraggio devono essere dentro le squadre per animare, incoraggiare, far giocare i ragazzi. Occorre non lasciarsi trasportare dall’agonismo, essere sempre d’accordo con l’arbitro, essere una presenza educativa.

· Responsabilizzare i ragazzi più grandi come capisquadra. Avendo cura di non scegliere sempre gli stessi ragazzi, dando a tutti la possibilità  di "mettersi in gioco".

· Al termine del gioco recuperare gli arrabbiati, aiutarli a scoprire i perché.

· Interrompere il gioco al momento giusto, lasciando il desiderio di rigiocarci.

· A conclusione del gioco è importante proclamare con chiarezza i risultati e i vincitori

· Il gioco, a differenza dello sport, non deve esaltare i vincitori.

 

Ci sono diversi tipi di giochi a seconda delle necessità:

- giochi a coppie, a squadre, tutti contro tutti

- giochi all’aperto e al chiuso

- giochi strutturati (pensati, organizzati e con degli obiettivi) e giochi liberi

- giochi che durano a lungo e giochi “flash”

- giochi a stand o a staffetta

- giochi diurni o notturni

- ecc.